| |
Il Territorio
La Romagna potrebbe essere considerata un territorio vinicolo relativamente nuovo rispetto ad altre regioni d'Italia, se non fosse per una cultura dell'uva e della vite che qui risale agli Etruschi.
Ringiovanimento, o forse rinascita, è il termine giusto per descrivere quanto è avvenuto in questa antica terra della vigna, che negli ultimi quindici anni ha vissuto i cambiamenti più
travolgenti di tutta la sua storia vinicola.
Nuove aziende nascono e investono, vecchie aziende riprendono vigore e, soprattutto, producono tanti vini di ottima fattura e di buona personalità.
La Romagna era nota prevalentemente per i suoi vini di "massa", serviti quasi sempre in caraffa, senza nessuna garanzia di qualità e di provenienza.
Il Sangiovese, ad esempio, era considerato solo un vino di pronta beva per la sua difficile conservabilità, e quindi da bere giovane, dopo la vendemmia.
Eppure, i fattori per produrre vini di qualità non sono mai mancati alla Romagna: colline vocate alla coltivazione, clima favorevole, terreno dalla composizione fisico-chimica
adatta, vitigni storici e acclimatati da secoli.
La speranza di inziare a produrre grandi vini non è andata delusa, grazie ad un piccolo gruppo di giovani e coraggiosi produttori, con l'aiuto indispensabile delle istituzioni (Ente Tutela Vini di Romagna e Regione), degli addetti ai lavori (ristoratori e sommelier) e soprattutto, grazie al contributo dei consulenti, sia enologi sia agronomi, fondamentali per l'ascesa del livello qualitativo.
E' iniziato il rinnovamento delle vigne, utilizzando portainnesti e cloni idonei alle specifiche dei terreni, infittendo il filare e restringendo lo spazio interfilare (si è passati da 2500 a 5-6000 piante per ettaro).
Si sono rispolverati sistemi di allevamento, come l'alberello e il Guyot, di potatura corta (una o due gemme), ormai in disuso perchè in passato si mirava alla quantità a scapito della qualità.
Anche in cantina si sono apportate diverse innovazioni: la fermentazione a temperatura controllata, l'uso di lieviti selezionati e specifici per il Sangiovese e della barrique come supporto nell'affinamento.
Non capita più di assaggiare esemplari di Sangiovese mal fatti, sporchi, legnosi, acidi o inspiegabilmente tannici, oppure Albana ossidate, spente nei profumi, ruvide al palato.
Grazie a questi produttori sono nati vini totalmente rinnovati, con una nuova materia, un nuovo linguaggio, un nuovo stile e un gusto che si traducono in profumi e sapori in molti casi di
inedita bellezza e profondità. Vini legati sia all'evoluzione secolare dei vitigni storici, sia alla sperimentazione dei nuovi innesti; etichette che hanno aperto orizzonti e conquistato mercati
una volta impenetrabili.
La Romagna è il regno del Sangiovese, circa il 70%, poi Albana, Trebbiano, Pagadebit, Cagnina, Cabernet, Merlot, Chardonnay, Bombino bianco, Terrano, Fortana, Montepulciano,
Barbera, Malvasia, Moscato, Passerina, Pignoletto, Pinot, Riesling, Sauvignon, Uva Longanesi.
|
|